I° ITINERARIO DELLE STELLE: LA BASILICA DEI FRARI
Campo dei Frari 041 2771008LA MADONNA DEL BELLINI
Giovanni Bellini è quasi certo fosse un figlio bastardo adottato dalla famiglia Bellini. Un figlio illegittimo, più giovane degli altri fratelli acquisiti. Ciò rende plausibile che nella lunga “teoria” di Madonne con figlio dipinte durante la sua carriera egli cercasse il senso di una relazione che gli accadimenti della vita gli avevano negato. Nel dipingere le Madonne con il figlio bambino, adulto e morto, è possibile che egli intendesse indagare il legame profondo che lega madre e figlio in un abbraccio che giunge fin dentro alla morte. Maria con il figlio, la storia di un amore destinato a concludersi nello strazio, di un amore contagiato dalla morte. Nell’opera custodita nella sacrestia della Chiesa dei Frari, la relazione drammatica è meno evidente che non in altre tele del pittore. La posizione della Madonna assisa sul trono e contornata da santi in adorazione, ha lo scopo manifesto di una glorificazione. Ma l’azzurro del manto, lo splendore dei fondi oro e arancio, la complessa variazione cromatica di certi dettagli, il tenue rossore dell’ incarnato, la trasparenza delle pennellate non bastano a celare una profonda e tragica consapevolezza che traspare nello sguardo della donna. Seppure il bimbo sia eretto e forte, e protetto tra le sue mani, lo sguardo non concede nulla alla dolcezza. Le mani della vergine rimangono un’interrogazione che attraversa il tempo. Mani che non contengono un figlio ma un’ idea, la stessa idea che pare attraversarne lo sguardo. Ci attenderemmo una presa salda, la volontà di trattenere il destino, ma così non è: in quelle mani vi è la consapevolezza di un tempo compiuto. Il presentimento è già diventato consapevolezza e negli occhi si scorge il sentimento del dolore e della morte, di un destino irreversibile. Quel bimbo che Maria non guarda è già morto, è deposto dalla croce ed è posato sul suo grembo. Solitamente Bellini, nella definizione degli incarnati, differenziava le figure maschili da quelle femminili. Nel primo caso, per i santi, gli dei o i satiri le tonalità erano scure, per le Madonne, dee e ninfe, egli utilizzava tinte rosate e chiare. Ma vi è sovente qualcosa che turba questo ordine. Osservando con attenzione “ le pietà “, noteremo come il livore del figlio morto paia lentamente migrare verso il volto di Maria, come essa appaia dissanguarsi nel contatto, come la morte paia estendere il suo contagio alla donna e a ciò che la circonda. Oltre alla bellezza e al fascino della luce-colore, le Madonne del Bellini riservano quindi contenuti universali; esse intrecciano un dialogo con il tempo che va ben oltre la superficie. Esse rivelano, di un maestro della pittura religiosa animato da una profonda sensibilità laica, di un artista che nulla concede al sentimento della salvezza, dipingendo Madonne e bambini nella loro più intima e commovente umanità.
